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Vinci:
ovunque aleggia il Genio |
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by Florence Concierge |
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Un'incursione
nella genialità? Una gita da Firenze a Vinci. Occorre anzitutto
raggiungere Empoli, città frenetica per le sue mille attività
industriali ed artigianali; vi si può comodamente arrivare per ferrovia,
dal momento che questa città è sulla linea Firenze-Pisa (con deviazione
da e per Siena) ed i treni sono grossomodo ogni ora. Da Empoli, se occorre,
proseguire con pullman, piuttosto frequenti nei giorni lavorativi.
Altrimenti, per chi viaggia in auto, superstrada FI-PI-LI fino ad Empoli e
poi seguire la segnaletica. Vinci è ai piedi del Montalbano, un piccolo
massiccio in parte boscoso ed in parte coltivato a vigneti ed oliveti
tanto geometricamente disposti che i poderi sembrano usciti dalla fantasia
di Piet Mondrian. Il Montalbano è a cavaliere tra le province di Pistoia
e Firenze, e si è reso celebre in questi ultimi tempi dopo la riscoperta
dei suoi vini d.o.c. e dei suoi olii extravergini d'oliva; questi ultimi
spesso sono vincenti in concorsi di prestigio come l'"Olio
d'Oro" indetto ogni anno dalla Camera di Commercio di Pistoia, e le
cui fasi salienti sono da sempre trasmesse in diretta dalla battagliera
emittente televisiva TVL. Vinci è città dal 1954 ed il suo nucleo
storico è fatto, in pianta, non a chiocciola come molti fra i paesi e
paesini poco lontani - Santa Maria a Monte, ad esempio - ma a mandorla: può
rammentare anche una nave a due alberi, per cui è detto, con una certa
dose di fantasia, il Castel della Nave, ove i due alberi invelati sono la
torre della Rocca ed il campanile della pieve. La Rocca - o Castello Guidi
- è senz'altro il monumento più famoso, ma nella pieve è conservato con
amore il fonte battesimale al quale fu battezzato Leonardo. Il Genio
nacque a Vinci il 15 aprile del 1452, figlio illegittimo del
venticinquenne Ser Piero, figlio di Ser Antonio di Ser Piero di Ser Guido
da Vinci. Ser Antonio, il nonno, aveva diversi poderi tutt'intorno, ma
abitava in una casa "nel borgo di Vinci, chon orto" ove anche
Leonardo visse da bimbo. La madre era certa Caterina "figlia del
Boscaiolo", forse nativa dell'attuale Cerreto Guidi. L'anno seguente
la nascita di Leonardo, sposò un fornaciaio detto l'Attaccabriga e si
trasferì con lui nel paesello di San Pantaleone, dove regalò a Leonardo
tre sorelle ed un fratello, che morirà "d'una spingharda a
Pisa". Tutti qui i ricordi di Leonardo, per quanto riguarda i
fratelli di parte materna. Per quanto riguarda i fratelli di parte
paterna, Ser Piero gliene diede molti, tutti di terzo letto. E contro di
essi Leonardo adulto - ma già ricco e famoso - imbastì, alla morte del
padre, una serie infinita di liti e di cause spesso astiose e di un'acredine
fuori del comune. Leonardo, all'età di diciassette anni, era stato
spedito dal padre naturale a Firenze ad imparare qualcosa, e qui vi aveva
frequentato la bottega del Verrocchio insieme a Sandro Botticelli, al
Perugino ed altri artisti che dovevano divenire protagonisti del
Rinascimento. E proprio da Firenze aveva iniziato la propria carriera di
genio universale che lo avrebbe portato a Milano ed a Venezia per poi
morire, non vecchissimo ma carico di gloria, ad Amboise, nella regione
della Loira, alla corte di Francesco I di Francia che lo aveva voluto con
sè. La sua tomba non esiste più: fu profanata e distrutta da dei
sanculotti durante gli anni del Terrore. Chi va in Francia, magari in
comitiva col solito tour Parigi-Eurodisneyland-Castelli della Loira, si
fermi ad Amboise e lasci un fiore. Nelle sale del castello Guidi - nella
piazza antistante, una scultura in legno di Mario Caroli è dedicata
all'"Uomo di Vinci" e riproduce l'uomo di Vitruvio che è ora
anche sulle monete italiane da un Euro - è ospitato il Museo Leonardiano.
Nato in un primo tempo come esposizione di modelli ispirati ai disegni di
Leonardo, il Museo una delle raccolte piá importanti del mondo in fatto
di ricostruzione di macchine concepite da Leonardo inventore ed ingegnere.
Il museo è articolato su tre piani ed il visitatore è accolto, al piano
terra, dal modello leonardiano del paracadute, per proseguire con un
percorso molto logico in sale affollate di macchine che lasciano stupiti
quanto perplessi. E ciò è dovuto al fatto che non si tratta di semplici
modellini, ma di macchine vere e proprie, realizzate in vari materiali a
grandezza naturale: |